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© Copyright Agnieszka Wozniak
0 Comments Sep 9, 2015 | News Italy

Approvato il farmaco Addyi, la pillola che aiuta la libido delle donne

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Con l’approvazione della Food and Drug Administration del farmaco Addyi continua a tenere banco il tema dei “Viagra Rosa”: farmaci capaci di aiutare le donne nella loro vita sessuale. Un business che da anni interessa le maggiori case farmaceutiche e che dopo i massicci investimenti degli ultimi anni si prevede vivranno una nuova svolta epocale per il settore già a partire dai prossimi mesi.

"Uno sguardo clinico parziale ha portato nel tempo a cercare nell'uomo cause fisiche per il calo del desiderio sessuale, mentre nelle donne è stato tutto sempre affrontato dal punto di vista psicologico, negando le cause fisiologiche” commenta Alessandra Graziottin, direttrice del centro di ginecologia del San Raffaele di Milano, circa l'approvazione di Addyi, che potrebbe aprire la strada anche al lancio di altre molecole, rendendo sempre più chimico il desiderio delle donne. “Per la prima volta abbiamo una molecola che agisce a livello farmacologico sulle basi fisiche del desiderio e non è un ormone, cosa che può avere in qualche modo rassicurato le esperte dell'Fda, che lo hanno guardato con meno pregiudizio, portando all'approvazione".

Dopo l'approvazione di Addyi potrebbero esserci altre novità, forse già entro il 2016, come dimostrano gli investimenti fatti in passato, ma poi abbandonati, da Pfizer, Bayer e Procter & Gamble. Farmaci che agiscono sul flusso sanguigno, ormoni e altre funzioni biologiche si sono tutti rivelati inefficaci. "Una molecola attesa potrebbe chiamarsi Lybrido” spiega lo psichiatra Claudio Mencacci “e dovrebbe agire su tre neurotrasmettitori: dopamina, noradrenalina e in parte serotonina. È per chi non prova piacere o interesse per l'attività sessuale".

"La flibanserina agisce sulla neurochimica del desiderio, sulla serotonina e la dopamina" spiega l'esperta Graziottin "Ed è sbagliato chiamarla Viagra 'rosa', perché ha un funzionamento completamente diverso. Attenzione, inoltre, a farne la panacea di tutti i mali, in grado di aiutare per intero quel 10-18% per cento di donne in età fertile che hanno un calo del desiderio. Va fatta prima una diagnosi differenziale, che consenta di escludere o curare altre cause biologiche (anemia, depressione, dolore durante i rapporti), psicologiche o relazionali. Deve essere usato con intelligenza clinica: lo vedo ad esempio adatto per le donne in pre-menopausa in terapia anti ormoni per tumori alla mammella o ancora quando, curate le cause biologiche, si ha bisogno di una 'spinta' per far ripartire il motore del desiderio fisico e psicologico".
 

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